IGP
Emilia Romagna
Scalogno di Romagna
Lo Scalogno di Romagna è una Indicazione Geografica Protetta (IGP) presente nell’elenco nazionale approvato dal Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali, i cui requisiti sono regolamentati dal disciplinare di produzione della Regione Emilia Romagna.
Caratteristiche
Lo scalogno di Romagna Igp è il bulbo cipollino della specie Allium ascalonicum.
Prodotto secondo i disciplinari di produzione Integrata, non può essere coltivato in successione a se stesso o ad altre liliacee, né a solanacee, barbabietole e cavoli.
Devono trascorre almeno 5 anni per il ritorno dello scalogno sullo stesso appezzamento.
I terreni idonei per la coltivazione dello scalogno di Romagna sono di natura collinare, tessitura media tendente all’argilloso, asciutti, ben dotati di potassio e sostanza organica, ben esposti e soprattutto ben drenati.
All’atto dell’immissione al consumo, lo scalogno può essere confezionato nei seguenti modi: prodotto fresco in mazzetti legati di circa 500 grammi; prodotto secco in mazzetti, in trecce o in reti da 100 grammi.
Storia e curiosità
Lo scalogno vanta una storia millenaria, difatti la sua coltivazione è nota da almeno 3000 anni ed era già in uso presso i popoli romani.
Secondo alcuni studiosi sarebbe stato portato in Europa dai popoli che migrarono dal Medio Oriente, tra cui le popolazioni celtiche. Infatti il termine allium è una parola celtica che significa bruciante.
